Il 25 Aprile, giorno di San Marco, Canove festeggia il Santo Patrono e la "sagra dei cuchi" è diventata una manifestazione di particolare rilievo.
E’ una festa popolare con animazioni varie, stand gastronomico riscaldato presso il palatenda, dove si potranno assaporare piatti tipici come “polenta e musso” o alla sera il “toro allo spiedo”.
I cuchi sono un’antica tradizione sull’Altopiano.
Si tratta di tipici fischietti artigianali in terracotta di ogni forma e colore e che ancor oggi rappresentano un simbolo d’amore e d’amicizia.
La tradizione infatti vuole che il “cuco” venga portato in dono dall’innamorato alla propria ragazza del cuore come pegno d’amore.
In occasione della sagra, i fischietti saranno esposti e sarà possibile anche acquistarli.
Un tempo, tra le varie attrazioni della festa vi erano proprio i banchetti con esposti i cuchi.
Davanti i più piccoli che costavano dieci centesimi, erano i più semplici: una gallinetta alta cinque centimetri che non aveva colori se non quello naturale della terra; ma il suono, a soffiarci nella coda, era di solito il più acuto e limpido.
Su qualche bancarella si trovavano pure cuchi ad acqua, a forma di un piccolo vaso, dove soffiando all'imboccatura si otteneva un suono gorgogliante.
Ma questi erano solo per i raffinati d'orecchio.
Così la sagra si riempiva di suoni: acuti, bassi, chiari, fievoli, forti, limpidi, dolci, striduli, lunghi tutto un fiato, brevi, ritmati come il conto del cuculo; brevi come un sospiro, ritmati dal passo, gorgoglianti.
Tutti questi suoni dei fischietti di terracotta, le voci, le risa, i richiami, le strilla dei ragazzini, la musica delle giostre, le grida delle rondini attorno al campanile componevano una sinfonia primaverile viva e palpitante dopo il lungo inverno.
www.museodeicuchi.it |