“Riprendiamoci Giulietta". È il titolo, metà ironico metà convinto, dell´iniziativa che si svolgerà martedì in contrà Porti, nell'androne e nel giardino di quella che fu l´abitazione in cui morì Luigi da Porto, il creatore della storia d´amore più famosa al mondo, vale a dire “Giulietta e Romeo". L´idea è venuta a Diego Iachemet ed Elena Faggian, marito e moglie, contitolari di una nota agenzia immobiliare a Vicenza (oggi con sede in via Cattaneo), ma soprattutto appassionati cultori della storia della loro città, spesso trascurata dagli stessi vicentini.
Grazie alla disponibilità di proprietari dell´edificio che dà sulla più bella strada del centro, vale a dire Paolo Giacobbo e Giorgio Paggin, i coniugi iachemet hanno organizzato un evento nel giorno di San Valentino, dalle 19 alle 20. L´idea è di festeggiare la ricorrenza dedicata agli innamorati in modo incosueto, recuperando alla storia della città, appunto, la figura di Luigi Da Porto e la sua “novella", come lui la battezzò. Sulla facciata del palazzo che dà su contrà Porti esiste una lapide la quale ricorda che in quel palazzo morì Luigi Da Porto, “egregio storico della Lega di Cambrai il 10 maggio 1529 all´età di 43 anni".
Nell´androne e nel cortile del palazzo si svolgerà l´incontro, aperto a tutti, che prevede diversi momenti e protagonisti. Non mancherà anche l´apparizione di Giulietta al balcone (ripresa dalla celebre tragedia di Shakespeare), mentre una Giulietta moderna girerà in mezzo al pubblico. Il giornalista Antonio Di Lorenzo condurrà l´incontro, e racconterà “La vera storia di Giulietta e Romeo", che è anche il contenuto di un suo libretto, pubblicato nel 2005 da Ergon edizioni, che per l´occasione è stato ristampato dalle Grafiche Pomi a cura della Libreria Galla. Il libretto sarà regalato alle signore intervenute, assieme a un cioccolatino a forma di cuore confezionato dal cioccolateria Peratoner che ha sede sempre in contrà Porti, poco distante dal palazzo. L´attore Andrea Marella de “La Piccionaia - I Carrara" leggerà alcuni passi del “Romeo e Giulietta" di Shakespeare. La motivazione va cercata nella tesi, ormai oggetto di studi scientifici, a partire da quello di Cecil Clough, illustrato all´Accademia Olimpica nel 1985, che la storia di Romeo e Giulietta è in realtà la trasposizione letteraria della vicenda vissuta dallo stesso Luigi da Porto, che s´era innamorato dalla cugina Lucina Savorgnan quando era capitano della “Serenissima" a Udine nel 1511. Numerose sono le coincidenze a iniziare dallo stesso nome: non può che essere Giulietta il nome della protagonista femminile perché il Friuli non è altro che il “Forum Julii", ossia il centro di Giulio, vale a dire Giulio Cesare.
Luigi da Porto e Lucina Savorgnan (alla casata ancora oggi a Udine è intitolata una strada, ed esiste il paese di Savorgnano) avevano l´uno 26 e l´altra 13 anni. Il loro amore era impossibile perché i cugini appartenevano a due rami rivali della stessa famiglia, i “del Monte" e i “della Torre", il cui odio culminò in agguati e morti nel “giovedì grasso di sangue" a Udine. Questo è il nucleo della vicenda, tutta vicentina, che fu pubblicata nel 1532 dopo la morte di Luigi da Porto, per volere dell´autore. Il manoscritto della “novella" fu anche inviato dall´autore alla cugina a Udine. Poi il genio drammaturgico di Shakespeare trasformò la vicenda autobiografica di Da Porto in un successo mondiale. E la ambientò a Verona per colpa di Da Porto, il quale scrisse di aver ascoltato raccontare a Udine quella storia d´amore che si era svolta a Verona ai tempi di Cangrande della Scala. Ma, come sanno anche i veronesi, al di là del mito che ha loro regalato Shakespeare, tutto a Verona è finto, a iniziare dalla casa di Giulietta e dal balcone: l´una era uno “stallo", cioè un magazzino, acquistato dal Comune nel 1905; il balcone era un sarcofago messo nell´edificio nel 1936, all´indomani del film di Cuckor sui due amanti, e la localizzazione di via Cappello è dovuta al fatto che il nome si avvicina a Capuleti. Luigi da Porto trasse i nomi di “Montecchi e Cappelletti" dalla Divina Commedia di Dante. All´incontro s´è già interessata “Vanity Fair".
Fonte Il Giornale di Vicenza |