Il santuario di Monte Berico
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LA CHIESA Il piccolo tempio eretto dopo l'apparizione, venne rifatto perchè bisognoso di totali restauri e venne incorporato all'inizio del secolo XVIII nell'attuale Santuario. La Basilica è stata costruita su disegno dell'architetto CARLO BORELLA (1688) e fu decorata dallo scultore bassanese ORAZIO MARINALI. L'interno della Basilica-Santuario è l'insieme delle due Chiese: l'una di stile gotico, l'altra di stile classico e barocco, ampliamento e completamento del Borella (1688-1703) dopo un primo ampliamento del PALLADIO (1578). In questi anni (1826) iniziò la costruzione del nuovo campanile, su progetto di ANTONIO PIOVENE, mentre nel 1860 fu avviata la ricostruzione dell'antica facciata in stile neo-gotico, ad opera dell'architetto Giovanni Miglioranza, grazie ai SERVI DI MARIA che ritornarono nel 1835, grazie all'avvallo dell'Imperatore d'Austria, dopo l'allontanamento provocato dal decreto napoleonico del 1810 che imponeva la soppressione dell' Ordine con l'allontanamento dal Conventi. Anche nel 1866 dopo l'Unità d'Italia, i Servi di Maria dovettero lasciare il Convento per ritornarci, definitivamente, nel 1875 quando il Consiglio comunale di Vicenza decise di ridare loro il Santuario in uso gratuito affinchè proveddessero alla sua conservazione e tutela. Nel 1900, il futuro PAPA PIO X incoronava solennemente la statua di MARIA, il cui altare veniva reso ancor più solenne dal restauro del 1926-1928. Per le informazioni sulle visite: tel. 0444 559411 - fax 0444 559413 Sito internet: www.monteberico.it GLI EX-VOTO Adiacente al Santuario, vi è un piccolo museo che raccoglie oltre 150 tra tele e tavolette votive che costituiscono sei secoli (dal 1400) di ex-voto. Tra i pezzi del '400 che meritano un'attenzione particolare vi è una "Nascita di Maria" intagliata e rilevata nel legno e che conserva ancora larghe tracce di un'antica doratura. Di poco successivo è un complesso di piccoli quadri raffiguranti la storia dell'apparizione della Vergine a Vincenza Pasini e probabile opera di Tonisi senese, già autore del ritratto della stessa donna. Al XVI secolo va attribuita una tela veronesiana di Gabriele Caliari, figlio del grande Paolo, raffigurante "La Madonna e il Bambino, i Santi Francesco e Marco, il Capitanio di Vicenza Francesco Tiepolo e un altro gentiluomo", tutti in posizioni di oranti. Tra le tante opere vanno poi segnalate quelle attribuite alla bottaga di Alessandro Maganza, del Maffei e del Carpioni. La maggioranza degli ex-voto restano però anonimi e fanno quindi parte di quell'arte popolare da sempre così prolifera ed affascinante. LA CENA DI S.GREGORIO MAGNO di Paolo Veronese Dipinto a olio su tela, misura m. 8,780m. 4,44 Sulla parete di fondo dell'antico refettorio del convento dei Servi di Maria domina la grande tela di Paolo Veronese che riproduce "La Cena di S.Gregorio Magno". La tela venne probabilmente commissionata da fra Damiano Grana, zio materno del Veronese, priore a Santa Maria di Monte Berico tra il 1571 e il 1573. Nel quadro è raffigurato il momento in cui il santo papa Gregorio Magno, durante la tradizionale cena in cui era solito invitare dei poveri, riconosce fra questi, alla sua destra Gesù Cristo. Nel 1848, durante un'azione di guerra dei soldati austriaci all'interno della basilica e del convento, la tela venne distrutta in 32 pezzi che un giovane frate, Ferdinando M.Mantovani, riuscì comunque a salvare. Nel 1852 la tela venne quindi ricomposta e risistemata nel convento da Alberto Tagliapietra. IL PATRIMONIO ARTISTICO All’interno del Santuario, sono molte le opere che meritano un’attenzione particolare. Al 1428 circa risale la statua della Madonna, in cui la Vergine, secondo una tipica iconografia quattrocentesca, è raffigurata come Madre della Misericordia. La statua, scolpita su pietra tenera dei Berici e colorata, è alta m. 1,70 ed è opera di Nicolò da Venezia. Molto più recenti (1900) sono invece la corona e la preziosa collana di perle, realizzate da orefici vicentini e offerte alla Madonna dal cardinale patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, futuro papa Pio X. Di particolare interesse è la pala dell’altare di S.Giuseppe, raffigurante la Sacra Famiglia in Egitto, dipinta nel 1796 da Francesco Menageot e che costituisce una della migliori pitture neoclassiche presenti a Vicenza. Un’altra pregevole tela è quella di Palma il Giovane, del 1606 con l’Incoronazione della Vergine. Al XIX secolo risalgono invece diverse tele di Giovanni Gagliardi come quella della Resurrezione e dei Sette Santi Fondatori. Nella chiesetta gotica merita senza dubbio una visita speciale la tela raffigurante la Pietà, opera di Alvise Lamberti Montagna e risalente al 1500. Nelle arche della navata di mezzo, invece, a destra e a sinistra dell’altare maggiore, Rocco Pittaco dipinse i quattro episodi sull’origine del santuario, a partire dal 1883. |
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