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Corso Andrea Palladio (lato nord) angolo Piazza Castello
Il palazzo di Francesco ed Enea Thiene ha vissuto una lunga vicenda costruttiva apertasi nel 34 circa e continuata sino al secolo decimottavo. La presenza del Palladio è universalmente accettata per quanto riguarda una fase iniziale dei lavori della fabbrica che venne, però, portata a termine dall'architetto Vincenzo Scamozzi. Tredici anni dopo la morte di Andrea, avvenuta nel 1580, l'edificio veniva ancora indicato come "non finito". La facciata sul corso consta di due piani e di un piano attico. Il primo è caratterizzato da otto semicolonne di ordine corinzio e da un bugnato leggero. Il secondo ripropone le semicolonne corinzie e sette finestre a capitello con frontoncini alternati. Al piano nobile della facciata rivolta verso il cortile, come evidenzia Remo Schiavo, "l'aerea loggia si apre al volo di un perfetto arco" e guarda il giardino. Il lato affacciantesi su Piazza Castello denota la matrice scamozziana. Gli interni conservano decorazioni ad affresco di Paolo Guidolini e Giacomo Chiesa.
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