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La storia della linea ferroviaria Piovene - Rocchette/Asiago
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Fino alla metà dell'Ottocento, l'Altopiano dei Sette Comuni era collegato alla pianura solamente da una carareccia che scendeva fino a Cogollo del Cengio e da tre strade a gradini: la Calà del Sasso (4444 scalini), la Piovega di Sopra (4480) e la Piovega di Sotto (5680) che consentivano il collegamento con la Valsugana, Enego e Primolano.
Per sopperire alla mancanza di un adeguato collegamento con la pianura che costringeva l'Altopiano ad un isolamento controproducente, soprattutto nel periodo invernale, l'industriale laniero sen. Alessandro Rossi nell'anno 1882 propose un collegamento ferroviario con la pianura incaricando l'ing. Alfonso Crippa a concretizzare l'idea.
Il primo progetto (Arsiero via Pedelasca, Castelletto, Roana, Canove ed arrivo ad Asiago dopo km 32,350) fu accantonato per il percorso troppo lungo e l'alto costo dell'opera.
Alessandro Rossi convocò quindi l'ing. Ferdinando Shacke, esperto di ferrovie di montagna, il quale presentò il progetto della linea Piovene-Rocchette/Asiago, di km 21,190 con tratta a cremagliera lunga km 5,760. L'approvazione dell'opera avvenne il 15/07/1907 e subito dopo iniziarono i lavori.
Il 10/01/1910 la linea venne ufficialmente inaugurata, rompendo così il secolare isolamento dell'altopiano.
Un ruolo fondamentale fu svolto dal trenino durante le due guerre quando permise il trasporto di truppe ed armi ma anche di sfollati.
Nel 1958, venne decretata la chiusura definitiva del servizio ferroviario, a causa degli alti costi di gestione e della concorrenza delle autocorriere "Sita". Successivamente tutta l'opera venne smantellata e le locomotive furono demolite; rimasero in piedi solamente i caselli e le stazioni, ad esclusione di quella di Cesuna che venne abbattuta.
Finiva così dopo 48 anni un'encomiabile servizio di altissimo valore sociale, gestito con perizia e sacrificio da tutto il personale ferroviario |
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