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Un viaggio a Vicenza è percorrere la storia dell’architettura. Romanico, gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico: sono le scenografie che decorano le infinite prospettive di quella che è stata definita la città-teatro. Da non perdere la visita a palazzi e chiese ricchi di arte e storia.
 
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Il Teatro Olimpico
Piazza Matteotti 11 Tel. 0444 964380 www.teatrolimpicovicenza.it  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
È una delle meraviglie artistiche di Vicenza. Nel Rinascimento un teatro non è un edificio a se stante  ma consiste nell’allestimento temporaneo di spazi all’aperto o di volumi preesistenti; nel caso di Vicenza, cortili di palazzo o il salone del Palazzo della Ragione. Nel 1580 il Palladio ha 72 anni quando riceve l’incarico dall’Accademia Olimpica, il consesso culturale di cui egli stesso fa parte, di approntare una sede teatrale stabile. Il progetto si ispira dichiaratamente ai teatri romani descritti da Vitruvio: una cavea gradinata ellittica, cinta da un colonnato, con statue sul fregio, fronteggiante un palcoscenico rettangolare e un maestoso proscenio su due ordini architettonici, aperto da tre arcate e ritmato da semicolonne, all’interno delle quali si trovano edicole e nicchie con statue e riquadri con bassorilievi. La critica definisce l’opera “manierista“ per l’intenso chiaroscuro, accentuato tra l’altro da una serie di espedienti ottici dettati dalla grande esperienza dell’architetto: il progressivo arretramento delle fronti con l’altezza, compensato visivamente dalle statue sporgenti; il gioco di aggetti e nicchie che aumentano l’illusione di profondità. Il Palladio appronta il disegno pochi mesi prima della sua morte e non lo vedrà realizzato; sarà il figlio Silla a curarne l’esecuzione consegnando il teatro alla città nel 1583. La prima rappresentazione, in occasione del Carnevale del 1585, è memorabile: la scelta ricade su una tragedia greca, l’Edipo Re di Sofocle, e la scenografia riproduce le sette vie di Tebe che si intravedono nelle cinque aperture del proscenio con un raffinato gioco prospettico. L’artefice di questa piccola meraviglia nella meraviglia è Vincenzo Scamozzi. L’effetto è così ben riuscito che queste sovrastrutture lignee diventeranno parte integrante stabile del teatro. Sempre allo Scamozzi viene affidata anche la realizzazione degli ambienti accessori: l’Odeo, ovvero la sala dove avevano luogo le riunioni dell’Accademia, e l’Antiodeo, decorati nel Seicento con riquadri monocromi del valente pittore vicentino Francesco Maffei.

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La Basilica palladiana

La Basilica, opera paradigmatica dell’architettura palladiana, si trova nel luogo più rappresentativo della città, piazza dei Signori, già luogo del foro romano e della platea medievale. Sul finire del Quattrocento si decise di cingere l’originaria costruzione gotica del Palazzo della Ragione, con un doppio ordine di logge che ne nobilitasse l’immagine. Questa prima iniziativa finì nel peggiore dei modi, con un crollo ad appena due anni dall’inaugurazione e altri quaranta furono necessari perché il Comune si potesse trarre d’imbarazzo.I lavori verranno affidati ad  Andrea Palladio, il giovane architetto cresciuto all’ombra dell’umanista Gian Giorgio Trissino, che con le sue conoscenze altolocate avrà ruolo determinante nel far accettare questa candidatura al consiglio comunale.
È proprio il Palladio a coniare per l’edificio un nome coerente alle sue convinzoni: Basilica, come nell’antica Roma veniva chiamato il luogo dove si gestivano la politica e gli affari più importanti. A 38 anni il Palladio ottiene la prima importante commissione pubblica, che al di là del lauto e prolungato compenso (5 ducati al mese per tutta la vita), corrisponde alla consacrazione ufficiale come architetto della città di Vicenza. Perché l’incarico diventi operativo, tuttavia, dovrà aspettare altri tre anni, fino al 1549, tanto sarà necessario per fugare le residue incertezze del governo cittadino. Il progetto del Palladio si basa sulla ripetizione del modulo della “serliana“, vale a dire una struttura composta da un arco a luce costante affiancato da due aperture laterali rettangolari, di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire le differenze di ampiezza delle campate, specie negli angoli dell’edificio. Il materiale utilizzato è una pietra bianca proveniente da Piovene Rocchette, località alle falde dell’Altopiano di Asiago; lo si può definire unico nel suo genere perché la cava andrà esaurita allo scopo. Il costo complessivo dell’opera, notevolissimo, fu di 60mila ducati, peraltro ripartiti su 65 anni, visto che il cantiere si concluse nel 1614, 34 anni dopo la morte dell’architetto.
Quanto alle vicende più recenti della Basilica, vanno ricordati soprattutto gli effetti dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che letteralmente sventrarono l’edificio. Negli ultimi cinquant’anni la Basilica è stata teatro di spettacoli ed anche di eventi sportivi, partite di pallacanestro, soprattutto, quando
negli anni 60-70 le squadre vicentine femminili dominavano il campionato nazionale. In anni recenti è prevalsa la destinazione a spazio espositivo, ferma restando la tradizionale presenza delle botteghe al piano terreno. Dal 2010 ha aperto il Museo del Gioiello.
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Museo Civico - Pinacoteca Palazzo Chiericati
Piazza Matteotti, 37/39 Tel. 0444 222811 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museicivicivicenza.it
È la più scenografica tra le residenze cittadine progettate dal Palladio, oggi sede del Museo Civico di Vicenza.

Il museo si presenta come una delle maggiori raccolte d’arte del Veneto, con opere di primissimo piano. La Pinacoteca, in particolare, offre uno sguardo d’insieme sullo scenario artistico del Cinquecento, utilissimo per chiarire i rapporti tra le arti figurative e l’architettura dell’epoca. Di
particolare interesse, innanzitutto, i pittori della cosiddetta “scuola vicentina“ del Rinascimento: il capostipite Bartolomeo Montagna, Giovanni
Buonconsiglio, Marcello Fogolino e Giovanni Speranza. Quanto al pieno Cinquecento, Paolo Veronese, artista prediletto dal Palladio, qui rappresentato da una notevole Madonna con il Bambino fra sant’Agnese e san Pietro, ma anche il Vittoria, il Fasolo, il Maganza e altri collaboratori ricorrenti dell’architetto. L’escursus prosegue poi fino ai Tiepolo. Nel Gabinetto di stampe e disegni, infine, sono custoditi bozzetti e progetti autografi di Palladio, Scamozzi e Calderari.
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Museo Naturalistico Archeologico
Contra' S. Corona, 4 Tel. 0444 222815 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museicivicivicenza.it
Il Museo Naturalistico-Archeologico, allestito dal 1991 nel complesso dei chiostri di Santa Corona, è suddiviso in due sezioni: Naturalistica e Archeologica. La prima illustra soprattutto gli aspetti naturalistici dei colli Berici, mentre la seconda raccoglie le più significative evidenze archeologiche di Vicenza città e della sua provincia.

 

 

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Museo del Risorgimento e della Resistenza - Villa Guiccioli
Viale X Giugno, 115 Tel. 0444 222820
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museicivicivicenza.it
Il Museo ha sede a Villa Guiccioli, sul colle di Ambellicopoli dove si svolse l’eroica resistenza del 1848 che vide la popolazione vicentina impegnata per la difesa della città. Raccoglie le memorie delle vicende storiche che vanno dalla prima campagna d’Italia di Napoleone nel 1796 alla fine della Seconda Guerra Mondiale, alla lotta di liberazione (1945).  Si tratta di un secolo e mezzo di storia che ha trasformato più volte il volto politico, sociale, economico e morale d’Italia e d’Europa.

 

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Palladio Museum

Contrà Porti, 11 Tel. 0444 323014 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.palladiomuseum.org
Il Palladio Museum ospitato in una delle più belle dimore urbane palladiane, accompagna i visitatori in un viaggio emozionale nella vita di Andrea Palladio e del suo tempo, alla scoperta dei capolavori palladiani nel territorio veneto.
 Molto caratteristico è il colpo d’occhio in entrata, con una serie di serliane suggerite sia dall’esigenza di sostenere il salone soprastante con delle crociere sia di compensare la divergenza dei muri esistenti con impalcati piani. La facciata, su nove campate, vede la successione dell’ordine ionico su bugnato gentile del piano terra e dell’ordine corinzio riccamente festonato del piano nobile, soluzione che maschera al meglio l’eterogeneità dell’impianto preesistente. 
 
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Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari
Contrà S.Corona, 25 Tel. 800 578875 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.m  www.gallerieditalia.com
Questo importante palazzo barocco sorge nella parte terminale di contrà Santa Corona. Commissionato nel 1623 da una famiglia di ricchi commercianti di lana e seta, rivela interni di notevole suggestione, come la scenografica Loggia d’Ercole e l’affrescata Galleria delle Verità. Acquistata nel 1908 dall’allora Banca Cattolica del Veneto, è oggi proprietà di  Intesa San Paolo.
Il palazzo accoglie nelle gallerie del piano nobile alcune delle più rilevanti collezioni d’arte dell’istituto. Ben nota è la raccolta di pittura veneta del Settecento,  nella quale spiccano 14 tele del Longhi di soggetti ben rappresentativi della società veneziana. Di eccezionale interesse, nel piano più alto, la collezione di icone russe, unica nel suo genere a livello nazionale e tra le prime in Occidente per ampiezza cronologica e tematica, probabilmente la più importante al di fuori della Russia.

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Museo Diocesano – Diocesi di Vicenza
Piazza Duomo, 12 Tel. 0444 226400 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museodiocesanovicenza.it
Ospitato nella sobrio palazzo di ispirazione palladiana del primo Ottocento, ricostruito dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale in modo fedele  all’originale. Da notare sono i dettagli stilistici mutuati dal Palladio (semicolonne intersecate a segnare l’avanzamento del corpo centrale rispetto a quelli laterali) e dallo  Scamozzi (accostamento, alle estremità, di semicolonna e pilastro angolare).  
Il Museo Diocesano presenta la storia della chiesa vicentina in 11 sale: le prime sono dedicate a reperti archeologici paleocristiani d’età romana, venuti alla luce in particolare nella Basilica dei Santi Felice e Fortunato; le sale successive riguardano oggetti e paramenti sacri provenienti dalla Cattedrale; quattro sale
compendiano poi l’arte sacra dal Quattrocento al Settecento; chiudono la sezione relativa all’oreficeria, ambientata nella quattrocentesca Loggia Zeno, e la Sala dei Vescovi di Vicenza. Nei sotterranei, l’area archeologica con resti di una torre altomedievale e l' originale sezione dedicata ad una raccolta etnografica donata  da Mons. Pietro Nonis, Vescovo emerito della Diocesi vicentina.

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Tempio di Santa Corona
Contrà S. Corona Tel. 0444 222811 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museicivicivicenza.it
Ingresso a pagamento.
Fondata nel 1270 e fulcro di un complesso monastico domenicano, merita certamente una visita approfondita.
La chiesa a croce latina nasce per conservare la reliquia della Santa Spina donata nel 1259 da Luigi IX re di Francia al vescovo Bartolomeo da Breganze e che viene esposta al pubblico il venerdì Santo.
 In questa chiesa fu sepolto Andrea Palladio nel 1580. A metà del 1800 le spoglie furono traslate nel Famedio del cimitero maggiore dove riposano gli “illustri vicentini”.
Caratteristica è la facciata con andamento a capanna, che riprende il motivo padano “a vento“. L’interno, austero, luminoso e solenne, è a tre navate, con  presbiterio progettato nel 1480 da Lorenzo da Bologna. Dalla porta laterale destra della cripta si accede alla cappella Valmarana, ideata dal Palladio nel 1576. Notevolissimo il patrimonio artistico, con alcune opere di grande spicco: nella terza cappella di destra, “Adorazione dei Magi”, dipinta da Paolo Veronese nel 1573; nella cappella in fondo alla navata di destra, “I Santi Pietro e Paolo e Pio V adorano Maria”, capolavoro giovanile del veneziano Giovanni Battista Pittoni
(1723); la Cappella del Rosario e ancora, al quinto altare della navata sinistra, lo splendido “Battesimo di Gesù", capolavoro della maturità del veneziano Giovanni Bellini” (1427-1516).
Il grandioso complesso dell’altare principale è impreziosito, in ogni superficie, da intarsi policromi di marmi pregiati, lapislazzuli, coralli, corniole e madreperle.
Allontanati i Domenicani in seguito alle soppressioni napoleoniche nel 1810 è passata in proprietà al Comune di Vicenza. Il convento adiacente è adibito oggi a Museo Naturalistico Archeologico.
La chiesa è dotata di una guida digitale gratuita in italiano e inglese, accessibile attraverso smartphone e tablet. 
 
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Il Museo del Gioiello
Basilica Palladiana, Piazza dei Signori 44
Tel. +39 0444 320799 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museodelgioiello.it
Il primo in Europa e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente all’arte orafa e gioielliera, il Museo del Gioiello, spazio museale permanente è un progetto di Fiera di Vicenza realizzato in partnership con il Comune di Vicenza. Il Museo offre un’originale esperienza estetica e conoscitiva sul gioiello, valorizzando un oggetto antichissimo e profondamente radicato nella cultura umana. Curato e diretto da Alba Cappellieri, Professore di Design del Gioiello al Politecnico di Milano e principale studiosa del gioiello in Italia, si sviluppa in un percorso scientifico e didattico articolato su due livelli. L’allestimento innovativo, progettato dalla designer internazionale Patricia Urquiola, e la convivenza con la Basilica Palladiana donano al Museo un’alta valenza artistica. La scelta curatoriale di forte impatto si propone di restituire la complessità semantica del gioiello con punti di vista molto eterogenei, introducendo il visitatore alla conoscenza di valori e contenuti articolati e, al contempo, di Vicenza come autorevole polo culturale del gioiello.

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Monte Berico, il Santuario 
Viale X Giugno, 87 Tel. 0444 559411
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.monteberico.it
La Basilica di Monte Berico, uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia, nonché complesso monumentale eccezionale per architettura e corredo artistico. Di fronte al Santuario si apre il piazzale della Vittoria, voluto nel 1924 per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale: lungo 110 metri, largo in media 60, è bordato da una balaustra in pietra che riporta l’indicazione degli elementi di spicco dell’eccezionale panorama, a partire dalle vette dell’arco montuoso che furono teatro della Grande Guerra.
Il Santuario domina la città dal primo risalto dei colli Berici e sorge sul luogo dove la Madonna sarebbe apparsa a una popolana, Vincenza Pasini nel 1426 e nel 1428, assicurandole la fine della pestilenza se fosse stata innalzata una chiesa in suo onore. Entrando l’attenzione è calamitata dalla venerata statua della Madonna della Misericordia, opera di Nicolò da Venezia del 1430, all’altare della chiesa più antica.
Tra le opere pittoriche spicca una Pietà con San Giuseppe, San Giovanni e la Maddalena, del 1500, capolavoro di Bartolomeo Montagna. Nel refettorio dell’antico monastero, la spettacolare Cena di San Gregorio Magno, grande tela dipinta da Paolo Veronese nel 1572, tagliata in 32 pezzi dagli austriaci nel 1848.
Venne restaurata a Vienna a loro spese e ricollocata qui nel 1858.

Criptoportico Romano
Piazza Duomo, 6 Tel. 347/9426020  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.associazione-ardea.it
Sul lato meridionale di Piazza Duomo un basso edificio dà accesso al  Criptoportico Romano, notevole testimonianza archeologica delle origini della città.
Nell’antica Roma i criptoportici erano gallerie o passaggi coperti aventi la funzione di perimetrare un edificio pubblico o religioso, di collegamento tra parti di un complesso architettonico o di deposito di armi o derrate alimentari. Il criptoportico che è venuto alla luce lungo il lato meridionale di piazza del Duomo presenta una struttura con tre bracci disposti a «U», voltata a botte e dotata di una serie di finestrelle strombate rivolte verso l’interno. Vari elementi, tra cui la finezza degli intonaci in marmorino, hanno fatto nascere l’ipotesi di un portico annesso a una casa signorile del I secolo avanti Cristo, affacciata alla valle del Retrone. I reperti
ritrovati in loco sono conservati nella sezione archeologica del Museo di Santa Corona.

Palazzo Thiene
Contrà S. Gaetano Thiene, 11
Tel. 0444 339989, 0444 339216 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t  www.palazzothiene.it
Commissionato dai fratelli Thiene, membri di una delle più potenti famiglie vicentine e personaggi sofisticati, in contatto con il fior fiore della cultura italiana. Le ambizioni edilizie dei Thiene riguardano un intero isolato del centro storico, con un affaccio sul corso Palladio, e coinvolgono in un primo momento uno degli architetti più in vista dell’epoca, Giulio Romano (1492-1546), attivo soprattutto presso la raffinata corte mantovana dei Gonzaga, ma presente a Vicenza nel 1542 peruna consulenza sulla sistemazione della Basilica e verosimilmente per la consegna del progetto di massima di Palazzo Thiene. Alla precoce morte
del Romano, nella progettazione esecutiva e nella realizzazione del palazzo subentra il Palladio, architetto emergente, ormai di cultura adeguata alla
committenza. L’edificio presenta perciò caratteri dell’uno e dell’altro architetto: tipica del Romano è, per esempio, l’impostazione dell’atrio a quattro colonne
e della parte inferiore della facciata, mentre chiaramente palladiani sono le trabeazioni e i capitelli del piano nobile. Quanto detto riguarda l’unica
parte realizzata del complesso, che si affaccia su una delle laterali del corso, contrà San Gaetano: la morte di uno dei committenti e altre vicissitudini, infatti, smorzano l’impulso nel realizzare un’opera che avrebbe senz’altro suscitato scalpore e invidie per la sua inusitata ampiezza. 
Il palazzo, acquistato nel 1872 dalla Banca Popolare di Vicenza, è oggi sede storica dell’Istituto ed  ospita le sue collezioni di arte antica. 

Palazzo Valmarana Braga
Corso A. Fogazzaro,16  Tel./ fax 0444 514397, cell. 347 7204658  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.palazzovalmaranabraga.it
Palazzo Valmarana si trova, in corso Fogazzaro, a pochi passi dall’incrocio con corso Palladio, la strada principale del centro storico.
È la prima presenza monumentale di spicco e si trova al civico n. 16. Opera di Andrea Palladio del 1565: caratteristica per il ricorso a un ordine architettonico
gigante su sei campate, con un effetto d’intenso chiaroscuro studiato per dare risalto visivo alla costruzione nonostante l’angolo visuale ristretto.
Nell’edificio antistante (civico n. 15) una lapide e un medaglione segnalano la casa natale dell’umanista Giangiorgio Trissino, che tanta parte ebbe negli esordi del Palladio. Committente del palazzo nel 1565 è una delle famiglie più in vista della città, i Valmarana, sostenitori delle sorti del Palladio fin dai suoi esordi.
Reduce dalla progettazione delle sue prime chiese veneziane, l’architetto applica a questo edificio un ordine architettonico gigante, che lo percorre per tutta
l’altezza: sei paraste composite su un alto basamento bugnato, all’interno delle quali colloca un ordine minore corinzio che incornicia le aperture e i riquadri
decorativi. Il risultato è un intenso chiaroscuro che si rivela molto efficace nella ristretta visione prospettica. Da notare, una finezza: le due figure di soldato romano, con le insegne dei Valmarana, che l’architetto pone ai vertici alti della facciata a sorvegliare idealmente il palazzo.

Duomo (S. Maria Annunciata) ed area archeologica sotterranea
Piazza Duomo Tel. 0444 325007 
Chiesa con oltre 1500 anni di storia, fu eretta a partire dal 1430 nelle forme gotiche che tuttora conserva. Caratteristica la facciata, del 1467, a marmi policromi e arcate cieche, attribuita a Domenico da Venezia. L’interno è a una navata, con cappelle laterali e alto presbiterio. L’abside è aggiunta rinascimentale di Lorenzo da Bologna. Interventi documentati di Andrea Palladio riguardano la cupola (1558-66) e il portale (1563) sull’attuale contrà Lampertico, ma si fa il nome dell’architetto anche per il Sepolcro Da Schio (1538) nella quinta cappella a sinistra. Nel corredo decorativo spiccano: 3a cappella destra, Adorazione dei Magi di  Francesco Maffei (1605-60); 5a cappella destra, Dormitio Virginis, polittico datato 1536 di Lorenzo Veneziano (not. 1350-72); nel coro, prezioso altare
marmoreo del 1541, attorniato dalle 12 grandi tele seicentesche del cosiddetto Paramento Civran; 5a cappella sinistra, Madonna incoronata, pala
scultorea di Antonino da Venezia (not. 1429-58); 4a cappella sinistra, La Vergine con il Bambino tra le sante Maddalena e Lucia, di Bartolomeo Montagna
(1450-1523). Nel sottosuolo, evidenze delle precedenti chiese del V-VI, XI e XIII secolo, oltre a resti di una strada d’accesso al foro romano.


Tempio di San Lorenzo
Piazza S. Lorenzo, 4 Tel. 0444 321960 
Notevole esempio d’architettura gotica, la chiesa di San Lorenzo risale al 1280 e ha tipica fisionomia gotica. La facciata a capanna ha il punto focale nel bellissimo portale ad arco acuto, caratterizzato da forte strombatura e da una ricca decorazione scolpita; nella lunetta, “Madonna col Bambino, san Francesco e san Lorenzo” che presenta il committente, opera del veneziano Andriolo de’ Santi (1344). Ai lati, i sepolcri di quattro illustri personaggi, protetti da baldacchini archiacuti. L’interno, a tre navate, di severa fisionomia gotica, è stato arricchito nei secoli da molteplici interventi. In controfacciata, navata destra, “Madonna col Bambino tra i santi Sebastiano e Antonio Abate”, notevole altorilievo in pietra del 1475-80; sulla parete di fondo del transetto destro, lo spettacolare altare Pojana, del 1474, che riunisce elementi di varia provenienza; sulla parete destra della cappella maggiore, due tele di Francesco Pittoni, “Presentazione di Maria al Tempio e Congedo di Cristo dalla Madre”, eseguite intorno alla metà del Seicento; sulla parete sinistra della cappella maggiore, il monumento di Leonardo da Porto, del 1564, impostato a tempio, per il quale s’è fatto il nome del Palladio, e il monumento a Iseppo da Porto, del 1572, con l’urna vegliata da due figure di guerrieri; nella cappella a sinistra del presbiterio, arca di Bartolomeo da Porto, del primo Quattrocento, con l’urna e la figura del defunto protetta da un baldacchino. Adiacente alla chiesa è il suggestivo chiostro del tardo Quattrocento.


Chiesa di S. Croce in S. Giacomo Maggiore dei Carmini
Corso Fogazzaro, 254 Tel. 0444 321345 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Oltre l’incrocio con la linea delle antiche mura corso Fogazzaro conserva lunghi tratti di portici e offre scorci della città quale essa era nei secoli passati. La Chiesa dei Carmini, di stile gotico, caratteristica per il rivestimento in marmo bianco e rosa,  risale al 1375 circa. Di primo piano, il corredo decorativo, a partire dal gruppo marmoreo nella lunetta del portale laterale, Madonna col Bambino tra sant’Alberto e san Paolo, del tedesco Giovanni Battista Krone (sec. XVI-XVII). All’interno, pregevoli bassorilievi decorativi del tardo Quattrocento, e alcuni dipinti di spicco: al primo altare sinistro, “Madonna in trono tra i santi Sebastiano e Rocco”, opera del 1535 circa, di Benedetto Montagna; al secondo altare sinistro, “Trasporto di Cristo morto”, di Jacopo (1510-92) e Francesco Bassano (1540-92); al terzo altare destro, “Padre Eterno e Cristo morto”, di Paolo Veronese (1528-88).
 

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Parco Querini
Viale Rumor – Contrà Chioare - Viale Rodolfi
Tel. 0444 222148 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il principale parco cittadino si estende nel settore nord-orientale del centro storico, disegnato per due lati dalle sponde del Bacchiglione e dal suo affluente Astichello, appena a valle di ponte Pusterla, e per il terzo lato dalla linea delle mura veneziane, lungo l’odierno viale Rodolfi. Il parco prende nome da Palazzo Querini, che prospetta su contrà San Marco e dal quale parte un viale rettilineo che, varcato l’Astichello, si prolunga nel verde accompagnato da statue e sculture di scuola settecentesca.
La passeggiata ha come punto d’arrivo il laghetto, al centro del un’isoletta circolare suggellata da un tempietto ionico, graziosa architettura neoclassica del 1820. Parte del giardino è stato sistemato nell’Ottocento secondo il gusto romantico.

 Villa La Rotonda

Via della Rotonda, 45 Tel. 0444 321793, 333 6409237
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.villalarotonda.it
Progettata dal Palladio nel 1566 La villa appare non casualmente al culmine di un poggio, in un tratto di campagna che spazia dalle rive del Bacchiglione ai Colli Berici. L’immagine è quella di una villa-tempio, dal volume pressoché cubico, sul quale s’innestano facciate a pronao con maestosi colonnati ionici e timpani triangolari, sovrastato da una cupola in origine ispirata al Pantheon romano. Evidente è la valenza simbolica della costruzione, combinazione di volumi perfetti, cubo e sfera, con gli spigoli orientati verso i punti cardinali, secondo una concezione platonica d’ordine universale. Gli edifici rustici non solo sono distaccati dalla villa, ma anche nascosti alla vista, nella parte posteriore della collina. Da questo punto di vista è significativo il fatto che ne “I Quattro Libri dell’Architettura” la Rotonda sia inserita nel volume dedicato ai palazzi, a testimonianza della sua natura di residenza suburbana più che di villa-fattoria.


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Villa Valmarana “Ai Nani”
Via dei Nani, 8 Tel. +39 0444 321803
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.villavalmarana.com
Villa Valmarana sorge sul colle del Bastian e deve il soprannome alle sculture di nani, in abiti settecenteschi, allineate sul muro di cinta: la leggenda vuole che siano stati i custodi di un’infelice fanciulla.
Il complesso, di costruzione sei-settecentesca, è costituito da tre edifici distribuiti su un lotto di terreno allungato: il grande atrio colonnato, con
annesse le scuderie; la foresteria, su un unico livello, con un salone attorniato da vari ambienti di soggiorno e la villa, preceduta da una scalinata, con tipico impianto a salone centrale passante e ambienti minori ai quattro angoli.
La notorietà di villa Valmarana ai Nani, di cui se ne consiglia la visita, è dovuta agli straordinari cicli affrescati dai Tiepolo: il padre Giambattista (1696-1770), cui si deve la decorazione della villa, a tema mitologico ed epico, e il figlio Giandomenico (1727-1804), autore della maggior parte dei dipinti della Foresteria, a soggetto vario, dalle scene carnevalesche a situazioni d’atmosfera orientale.  

 

 .... e l'Oratorio di San Nicola, la Chiesa di Santo Stefano, Palazzo Cordellina...e numerosi altre siti di pregio: scarica il censimento completo dei monumenti vicentini, orari e modalità di visita.

INFORMAZIONI
Ufficio Informazioni Turistiche Vicenza – Piazza Matteotti, 12
tel. 0444 320854  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.facebook.com/iatvicenza

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con le modalità di visita di musei, monumenti e ville a

Vicenza e dintorni 2017

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Dal 7 ottobre arriva a Vicenza il più grande Van Gogh

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