Da domani al via le visite guidate alla scoperta della Vicenza sotterranea

arceo basilica2Per la prima volta apre al pubblico il nuovo percorso di visita dell'area archeologica si trova sotto le fondamenta dell'edificio palladiano. 
L'area archeologica ha un'estensione di circa 150 metri quadrati ed è dotata di una passerella di visita che si affaccia direttamente sui resti, con inserti a pavimento in vetro trasparente che permettono di apprezzare quanto rimane della strada romana.

Percorso espositivo
Il percorso espositivo, considerata la densità e la complessità del deposito archeologico, è stato progettato per un accesso con visite guidate a cura di personale qualificato, con un apparato didattico essenziale articolato in titoli, sottotitoli e didascalie, anche in lingua inglese.
Il risalto maggiore è stato dato all'epoca romana, che risulta essere la migliore conservata, anche attraverso un apparato illustrativo costituito da scenografiche quinte a parete che ricostruiscono filologicamente l'aspetto urbano di questo settore della città.
Una grande mappa urbana evidenzia le numerose altre aree archeologiche visitabili di Vicenza, proponendo un percorso tematico di cui quest'area rappresenterà la prima tappa e il Museo Archeologico Naturalistico l'ideale completamento.
La visita permette di apprezzare non solo le strutture antiche conservate, ma anche una selezione dei materiali archeologici recuperati nel corso dello scavo, esposti in alcune vetrine dedicate rispettivamente all'età protostorica (VII-II secolo a.C.), all'epoca di romanizzazione (II-I secolo a.C.) e all'età romana e tardo-romana (I-V secolo d.C.).
Una vetrina dedicata, posizionata in corrispondenza della ricostruzione della sepoltura, ospita la preziosa croce d'oro longobarda.
Per l'organizzazione delle visite all'area archeologica è stata stipulata un'apposita convenzione tra l'assessorato alla crescita e l'associazione Ardea, i cui operatori hanno seguito un corso di formazione organizzato dalla Soprintendenza.


Le visite - per un minimo di 10 e un massimo di 25 persone - saranno possibili, solo su prenotazione, a partire da sabato 1 luglio, nei seguenti giorni (per il periodo estivo): il martedì e giovedì dalle 10 alle 12, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. In via eccezionale, sabato 1 luglio l'area archeologica si potrà visitare senza prenotazione.
La durata della visita è di circa 30 minuti e il costo di 2 euro per gli adulti mentre di 1 euro per i minori di 18 anni; è gratuito per gli accompagnatori di gruppi.
Per prenotazioni: Ardea associazione per la didattica museale, 347 3938172, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


 

Ricostruzione storica
Durante l'esecuzione dei lavori di restauro della Basilica Palladiana, alcuni sondaggi effettuati a febbraio 2008 nella corte dei Bissari hanno inaspettatamente rilevato che una fascia di terreno a ridosso delle fondazioni della Domus Comestabilis, della larghezza di 4 metri circa per 20 metri circa di lunghezza, era stata risparmiata dalla realizzazione di un grande interrato in corrispondenza della Corte dei Bissari dopo la costruzione, negli anni 1952-53, dell'attuale palazzo degli Uffici.
La Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto (dal 2016 Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza) ritenne necessario condurre un vero e proprio intervento di scavo dal momento che l’area in questione rivestiva un grandissimo interesse sotto il profilo storico-archeologico. Si trattava, infatti, dell'unico tratto residuo di raccordo tra piazza dei Signori e piazza delle Erbe nel quale poteva essere possibile recuperare dati preziosi per la conoscenza delle vicende insediative più antiche del centro urbano in tale zona.
Lo scavo archeologico, reso possibile grazie alla Fondazione Cariverona e condotto in pieno accordo con il Comune (committente dei lavori di restauro della Basilica Palladiana), ebbe inizio a giugno 2008 e, interessando anche altri settori limitrofi e con alcune interruzioni, proseguì fino al 2013.
L’area archeologica è situata nella parte centrale dell'attuale contesto urbano, così come di quello medievale: ci troviamo, inoltre, in un settore centrale del contesto abitativo della città romana, caratterizzato da un’edilizia civile di buon livello e a breve distanza dal Foro, centro politico, economico e religioso della città. Lo scavo archeologico ha messo in luce contesti di epoca preromana, strutture e stratigrafie pertinenti alla città romana ed evidenze di epoca altomedievale e medievale. I resti visibili sono imperniati su un elemento urbanisticamente rilevante: un asse stradale nord-sud, parte del reticolo viario del centro urbano di Vicetia, pavimentato con basoli di trachite, provvisto di un marciapiede e di una grande cloaca centrale. Sul lato ovest della strada prospettava un isolato residenziale a carattere signorile, con resti di pavimentazioni a mosaico, che declinava con pendenza abbastanza accentuata da nord a sud.
Le indagini archeologiche hanno portato in luce anche resti più antichi della porzione di isolato romano apprezzabile nell'area: alcuni approfondimenti hanno infatti messo in luce un piccolo settore dell’abitato preromano, attestato a partire almeno dal VII sec. a.C. e fino all'età romana, con resti di abitazioni costruite in materiale deperibile; ad una di queste, databile al II-I secolo a.C., apparteneva un grande dolio per conservare derrate alimentari e un gruppo di piccoli vasi sepolti a scopo propiziatorio.
Più vicini a noi nella linea del tempo sono invece i resti di una sepoltura di epoca longobarda, purtroppo pesantemente intaccata dalla posa di una condotta fognaria degli anni '50 del XX secolo, costituita da una "cassa" di mattoni romani di riutilizzo e provvista di corredo, di cui resta una preziosa crocetta in lamina aurea decorata a sbalzo, che consente di datare la sepoltura nella prima metà del VII secolo d.C.
Appartiene, infine, all'epoca rinascimentale una cloaca voltata in muratura costruita sotto uno dei pilastri di fondazione della Domus Comestabilis.

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