Parchi culturaliVedere il paesaggio attraverso gli occhi dei protagonisti di romanzi, poesie, note o appunti di viaggio di intellettuali.
Questa, in estrema sintesi, la proposta della guida "Parchi culturali nel Vicentino" che offre l'occasione per riflettere su un territorio che più volte è stato sfondo naturale di creazioni letterarie, dal medioevo sino ai nostri prolificissimi giorni.
è il paesaggio il vero protagonista di questo libretto di un'ottantina di pagine, che non hanno la presunzione di essere esaustive, ma si propongono piuttosto come stimolo alla lettura e rilettura, nonché come suggestione per rivisitare luoghi e spazi, con la speranza di giungere al lettore - e al visitatore - di sprone alla ricerca.
Schematica, didascalica e didattica, arricchita di abbondanti citazioni, la guide è articolata in tre sezioni che possono riservare qualche sorpresa al grande pubblico.
Infatti, mentre le pagine dedicate ad itinerari effettuati seguendo le orme di illustri viaggiatori ricalcano modelli noti, con la singolare novità della comparazione generazionale tra Wolfgang e August Goethe, quelle riservate alla letteratura tra Otto e Novecento riportano all'attenzione anche autori meno frequentati come lo Zanella.
Ma è soltanto nella prima sezione, quella dedicata alle grandi storie d'amore, che i più troveranno diversi motivi d'interesse.
L'avventura amorosa di Sordello e Cunizza da Romano nella guida viene presentata, più che ammiccando alla cronaca rosa, cercando di restituire al lettore il clima della corte ezzeliniana sgombrata dagli stereotipi.
Oppure la delicatissima vicenda di Luigi da Porto, che pone la vicenda amorosa di Giulietta e Romeo come esempio di una travagliata transizione tra l'epopea cavalleresca e il nuovo mondo, con l'interessante parallelo fissato nel paesaggio che si gode dai castelli di Montecchio.

Lo sguardo ora si volge alla pianura, ora viene preso dai monti, in una evidente citazione da Piovene, secondo il quale il Vicentino è terra troppo prossima al mare per non sentire la brezza d'oriente, ma così prossima alla montagna da ben conoscere i venti gelidi del nord.
Oppure con la terza grande storia d'amore che vide il Vicentino essere protagonista, quella vicenda già ben scavata dal Povolo, che per primo stabilì il forte nesso tra i Promessi Sposi di manzoniana memorie e le vicende di Paolo Orgiano nel Basso Vicentino.
Tre prototipi, dunque, destinati per vie traverse a diventare modello per vicende poi universalmente esportate, ma nati nel Vicentino, anche in ciò specchio della sua vocazione, terra di passaggio, di scontro, se vogliamo, tra mentalità diverse, in un ambiente e in rapporti tutt'altro che semplici da decifrare.
Forse non è un caso se questa terra ha affascinato autori complessi, dalla forte personalità quali Goethe, Nietsche, Camus, Sand, Hemingway, ovvero è stata la casa natale di scrittori, poeti e giornalisti, che hanno segnato l'intero Novecento italiano, da Fogazzaro a Piovene, da Parise a Meneghello, a Stern, per giungere a Bandini, Scapin, fino a Gian Antonio Stella.
Un'ottantina di pagine snelle, agili, veloci, non potevano certo aspirare ad un censimento completo degli autori vicentini, tenendo conto anche della necessità di abbinare agli autori itinerari in grado di coprire l'intero territorio, aprendo anche percorsi in aree spesso tralasciate dalle guide, ma non per ciò meno interessanti, come nel caso della zona di Chiampo.

Chiude la guida un passaggio dedicato all'enogastronomia e a quei sapori che, da Piovene a Scapin, passano dalla tavola alle pagine dei libri.
Edita dal Touring Club Italiano in collaborazione con il Consorzio Vicenza è, coordinata da Cristina Baietta e scritta da Antonio Franzina, la guida ai "Parchi Culturali nel Vicentino" apre l'occasione per scoprire il Vicentino fuori dagli schemi tradizionali del turismo: un Vicentino da visitare innanzitutto nel silenzio della lettura e poi nel silenzio della visione, magari per intravedere, in scorci tutt'altro che scontati, personaggi, figure ma anche rime e sensazioni.
Insomma, un essere turisti vuoi nella memoria - ed allora la guida diventa una scusa per una personalissima e proustiana ricerca, giocata tra sapori e autori dimenticati, (e valga a fianco dello Zanella, anche il Fusinato al pari di altri) - vuoi in quei "non luoghi" abitati dalle creazioni letterarie di cui il Vicentino, tra mito e realtà, è punteggiato.

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